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Istat, nelle grandi citta’ vita piu’ cara di 500 euro al mese

Un Paese in fase di passaggio, dove tanti punti fermi vengono meno: la famiglia è fatta da single, la politica annoia, le scuole diventano multi-etniche. Ma alcuni tratti sembrano ormai consolidati: il lavoro è un miraggio, siamo sempre più vecchi e le nascite diminuiscono. E ancora, la crisi è ormai acqua passata se si tratta di mettere mano al portafoglio per andare al ristorante e viaggiare. Ci preoccupa invece il clima e le sue improvvisate. Ecco l’Italia che esce fuori dalle mille statistiche dell’Istat, che come ogni fine dicembre compone un mosaico, l’Annuario, in cui i numeri dei conti pubblici incontrano quelli della demografia.

MAMME TARDI, NONNE A LUNGO. ITALIA PIU’ VECCHIA. Nel 2016 non si sono riempite neppure mezzo milione di culle, oltre dodicimila in meno rispetto all’anno prima. Al calo delle nascite si accompagna il posticipo della gravidanza, rimandata sempre più in età avanzata. Intanto riprende a correre la speranza di vita, si campa più a lungo: 80,6 anni gli uomini e 85,1 le donne. E’ così che l’Italia resta uno dei paesi più vecchi al mondo, con 165,3 persone con 65 anni e più ogni cento con meno di 15 anni. In Europa non abbiamo rivali. Ormai abbiamo superato anche i tedeschi.
UN ESERCITO DI SENZA LAVORO. SALARI AI MINIMI STORICINel Paese 6,4 milioni di persone condividono un sogno: trovare un giorno un posto. Per quanto si tratti di un numero in calo del 3,5% a confronto con il 2015 resta un macigno. Un area grigia, di disagio, che aggiunge ai disoccupati ufficiali le forze lavoro potenziali. Si uniscono così in un solo “bacino” quanti cercano attivamente un impiego a coloro che pur desiderando un’occupazione non risultano a caccia, perché scoraggiati, o non sono immediatamente disponibili. Guardando a chi un lavoro ce l’ha, i problemi non mancano, tanto che le retribuzioni contrattuali hanno toccato un nuovo minimo storico.
LA POLITICA ANNOIA MENTRE I MUSEI FANNO IL PIENO. Seggi sempre più vuoti, e sempre meno voglia di partecipare, di informarsi e di parlare di politica. Nel Paese continua a crescere la disaffezione verso la cosa pubblica. Al crollo del voto si affianca un disinteressamento anche nei confronti dei talk show. E alla fine non è neppure più un argomento: il 32,8% non ne parla mai. Gli italiani hanno invece riscoperto i musei, che solo nel 2016 hanno fatto registrare oltre 45 milioni e mezzo di presenze. ansa
SI SPENDE PER PIZZA E HOTEL. VENEZIA E DOLOMITI, LE METE Gli italiani hanno riaperto i cordoni della borsa, almeno per dormire e mangiare fuori.Sono tornano ai livelli pre-crisi le spese per servizi ricettivi e di ristorazione (+4,8%, da 122,39 a 128,25 euro). Per queste voci di spesa è stato quindi recuperato il terreno perso negli ultimi cinque anni. E per chi viaggia il Nord Est si conferma la meta preferita. Segno che la laguna di Venezia e le Dolomiti fanno ancora colpo.

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