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Terrorismo, nuovo addestramento per la polizia italiana: tiro, rapidità di intervento, analisi del volto

La minaccia crescente di un possibile attentato terroristico in Italia ha spinto il ministero dell’Interno a istituire un nuovo sistema di addestramento per tutti gli agenti della Polizia di Stato. Qualche giorno fa dal Viminale è partita una circolare sul piano per “rimodulare l’addestramento nelle tecniche operative per fornire agli operatori della polizia di Stato gli elementi di base per intervenire in situazioni critiche e per attuare le regole primarie dell’autotutela”. A differenza degli altri principali Paesi europei, l’Italia non ha ancora dovuto fare i conti con un attentato sul proprio territorio. Il pericolo zero però, hanno spesso ripetuto i titolari del Viminale nel corso degli anni, non può esistere, da qui la spinta a introdurre il nuovo addestramento: “perché la dinamica del terrorismo jihadista – aveva detto il capo della Polizia, Franco Gabrielli – si prefigge proprio questo, di colpire anche chi abbia una valenza simbolica, in modo da amplificare l’effetto generativo di insicurezza, movente principale delle loro azioni”.

Le linee guida degli agenti anti-Isisprevedono tempi di reazione più rapidi e una maggiore capacità di analizzare quel che sta accadendo, anche attraverso l’interpretazione della mimica facciale. Normalmente gli agenti hanno il dovere di dedicare dodici giornate lavorative nel loro addestramento. Con la novità introdotta dal Viminale, tre giorni “dovranno essere dedicati all’addestramento al tiro, perché – si legge nella circolare – le procedure da utilizzare per operare devono essere adeguate alla situazione del momento”.

Tra le novità del nuovo addestramento c’è anche l’analisi scrupolosa delle potenziali situazioni di pericolo. La Direzione centrale anticrimine, riporta il Messaggero, ha sviluppato un programma basato su un video curato dallo psichiatra e criminologo Massimo Picozzi che illustra i comportamenti che rivelano emozioni legate a una potenziale minaccia. Il filmato punta a raffinare l’intuito di ogni agente, così da poter anticipare un’aggressione. Liberoquotidiano. I segnali che possono mettere in allarme un agente sono per esempio un comportamento particolarmente agitato, l’abbigliamento trasandato con abiti molto larghi o sformati, chi oscilla sulla punta dei piedi, chi controlla troppo spesso l’orologio o evita lo sguardo.

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