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Vittorio Feltri: che spreco di soldi i nostri soldati in missione in Afghanistan

Da quindici anni un cospicuo numero dimilitari italiani è presente in Afghanistan allo scopo di addestrare i colleghi locali a combattere contro i talebani contrari alla democrazia voluta dagli americani. È dal 2002, e più massicciamente dal 2003, che i nostri soldati sono impegnati in questa impossibile missione che, in effetti, non ha portato ad alcun risultato apprezzabile. Essi da quindici anni si danno da fare per civilizzare quel Paese a forte densità islamica, ma, non certo per colpa loro, hanno ottenuto scarsi successi. E se in tanto tempo si sono registrati prevalentemente fallimenti, c’ è da chiedersi che senso abbia insistere nel voler cambiare la mentalità di gente che non la vuole mutare per motivi religiosi e sociali.

Tutto questo dimostra che ogni sforzo occidentale per dare all’Afghanistan un assetto normale è stato vano. Kabul seguita ad essere, infatti, una capitale invivibile dove i musulmani spadroneggiano imponendo anche con la violenza i propri costumi inaccettabili per chi, come noi, si considera evoluto. E allora perché insistere a lasciare le nostre truppe in un luogo simile? È vero che il contingente di soldati sotto la bandiera tricolore è diminuito parecchio rispetto a tre lustri orsono, essendo passato da 3000 unità a 750, ciononostante è difficile spiegare al popolo come mai la nostra patria non rinunci a partecipare a una guerra che ha prodotto solo disastri non esclusivamente economici. Bruciano oltre 100 milioni di euro l’anno e abbiamo perso 52 vite umane per niente.

Ne valeva la pena visto che l’Afghanistan non è progredito? Gli Stati Uniti aggredirono il Paese talebano nella convinzione che proteggesse Bin Laden, l’ organizzatore cinico e criminale dell’ attentato alle Torri Gemelle di New York. Poi si accorsero che il farabutto era altrove e si dice che l’abbiano ucciso in Pakistan. Significa che gli afgani non c’entravano nulla con il terrorismo che aveva colpito la metropoli americana. Tuttavia l’esercito statunitense non ha mai abbandonato Kabul e non si comprende perché, e ancor meno si comprende la ragione per cui i nostri soldati facciano altrettanto.

Chi li obbliga a restare in quella terra disgraziata? I governi pigri e ottusi di Roma spendono e spandono per compiacere chi?
A quale scopo sottopongono i militari connazionali al rischio di morire ammazzati? All’Italia che importa dei fanatici di Allahresidenti in Afghanistan e incapaci di darsi una regolata democratica? Che si arrangino costoro, litighino tra loro, si scannino pure. Indubbiamente è sempre lodevole fare del bene al prossimo, ma se il prossimo non lo gradisce è molto meglio desistere. Le opere buone si dedicano con entusiasmo a chi le considera tali, non a una marmaglia che per tutto ringraziamento ti spara addosso. Al premier Gentiloni e ai suoi ministri chiediamo: smettetela di sprecare i nostri soldi per finanziare una missione suicida e imbecille.

P.S.: Lo stesso discorso vale per tutte le altre missioni onerose a cui noi aderiamo in Libano(1.125 uomini), in Iraq (1.359 uomini), in Kosovo (543 uomini), in Libia (305 uomini), inSomalia (116 uomini) eccetera. Uno sperpero di capitali privo di giustificazioni.

di Vittorio Feltri

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