W3vina.COM Free Wordpress Themes Joomla Templates Best Wordpress Themes Premium Wordpress Themes Top Best Wordpress Themes 2012

Arriva in Aula il ddl sul reato di tortura

senato_aula_ftgArriva oggi in Aula al Senato il disegno di legge che introduce il reato di tortura nell’ordinamento italiano. Sono 29 anni che l’Italia è in debito con l’obbligo di rispettare la Convenzione delle Nazioni unite contro la tortura. Il governo la sottoscrisse, la Gazzetta Ufficiale pubblicò il testo ma dal primo gennaio 1989 il Parlamento non ha mai trasformato in legge le direttive contenute in quell’atto solenne. Un vuoto che è riemerso nuovamente ad aprile quando, con 16 anni di ritardo, l’Italia ha ammesso le proprie colpe e ha accettato di patteggiare un risarcimento di 45mila euro dovuto ai manifestanti del G8 a Genova che il 21 e 22 luglio del 2001 subirono le violenze degli agenti e dei medici in servizio al caserma di Bolzaneto.

La XVII legislatura sembrava poter riuscire a riempire il vuoto ma dopo la prima approvazione al Senato nel marzo 2014 il disegno di legge che introduce il reato di tortura nell’ordinamento italiano ha percorso un iter complesso e travagliato. La Camera l’ha modificato e l’ha rimandato al Senato un anno dopo circa, il 9 aprile 2015, mentre alla commissione Giustizia di palazzo Madama il testo ha subito ulteriori rimaneggiamenti. Infine, dopo lo slittamento della scorsa settimana, oggi il provvedimento arriva in Aula al Senato e corre il rischio di essere rinviato alla Camera per la quarta lettura.

La proposta di legge introduce nel titolo XII (Delitti contro la persona), sez. III (Delitti contro la libertà morale), del codice penale i reati di tortura (art. 613-bis) e di istigazione alla tortura (art. 613-ter). In particolare, l’articolo 613-bis c.p. stabilisce che chiunque con reiterate violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minorata difesa, è punito con la pena della reclusione da tre a dieci anni.

L’art. 613-ter, che introduce il reato di istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura, stabilisce che il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio il quale, nell’esercizio delle funzioni o del servizio, istiga altro pubblico ufficiale o altro incaricato di un pubblico servizio a commettere il delitto di tortura, se l’istigazione non è accolta ovvero se l’istigazione è accolta ma il delitto non è commesso, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.adnkronos

Attualità

Cronaca

Powered By AK Featured Post

Spettacolo

Sport

La Verità

Maurizio Belpietro

hamburgheria di eataly

1386174003

commenti

commenti
graphics-unicef-842824

ANTI VIOLENZA

numeroverdeBanner

Six

LogoSix

SALUTE

panteon

© 2017 Almaghrebiya. All Rights Reserved. Accedi - Designed by Gabfire Themes