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Addio al giornalista Oliviero Beha, la figlia: “Buon viaggio papà, noi continueremo a parlare di te e con te”

Oliviero Beha alla presentazione della nuova edizione del programma da lui condotto, ''Brontolo. Sul filo della memoria e dell'identità'', in una foto d'archivio del 23 settembre 2011. ANSA/ Mario De Renzis

Oliviero Beha, affermato giornalista, scrittore, saggista, conduttore televisivo e radiofonico è morto all’età di 68 anni, lasciando sua moglie Rosalia e i suoi tre figli Saveria, Germana e Manfredi. Ad annunciare la tragica scomparsa del giornalista è stata la figlia Germana: “È stato un male molto veloce. Papà se n’è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici”.

Oliviero Beha inizia la sua carriera giornalistica occupandosi di sport, a Paese Sera. Tra il 1976 e il 1985 Beha diventa inviato per il giornale La Repubblica e segue numerose manifestazioni sportive internazionali, tra cui le Olimpiadi. Nel 1987 conduce, insieme ad Andrea Barbato, la trasmissione culturale “Va’ pensiero”. Nel 1992, Beha crea uno dei suoi maggiori successi,  il programma radiofonico  Radio Zorro di cui firmerà la versione televisiva dal titolo Video Zorro nel 1995. In seguito, Beha conduce “Attenti a quei tre”, programma del palinsesto notturno. Dal 1998 Beha torna in radio con “Radio a colori” e  “Beha a colori”.

E’ stato anche autore di testi teatrali, numerosi saggi e di raccolte di poesie nonché vincitore di prestigiosi riconoscimenti: All’ultimo stadio, libro vincitore del premio Selezione Bancarella, Anni di cuoio (Premio Chianciano) , Inverso (Premio Selezione Viareggio e il Biella), Ripercussioni (Premio Capua-Mediterraneo). Tra i suoi libri pubblicati: Sono stato io (Tropea Editore, 2004), Indagine sul calcio (Bur, 2006, con Andrea Di Caro), Dopo di lui il Diluvio (Chiarelettere, 2010), Il calcio alla sbarra (Bur, 2011, scritto con Andrea di Caro).

Commuovente, toccante e straziante il messaggio scritto da una delle sue figlie sul suo blog: “Nelle ultime settimane mi è capitato di essere le mani di papà che hanno trasferito in parole scritte su un monitor quello che lui velocemente mi dettava. Si perché, gli articoli lui, li aveva in testa, non seguiva appunti, non doveva cambiare o correggere delle frasi… lui parlava ed io scrivevo perché animare, vibrare e far venire vere le parole, Lui, l’aveva come dono. Scrivo queste righe perché con grande orgoglio, sono convinta che papà lascerà un vuoto profondo nel mondo dell’informazione perché a dispetto del suo carattere burrascoso, a volte irriverente, spesso ironico, dispotico e a tratti per alcuni arrogante, è stato, è, e rimarrà un giornalista libero. La “libertà è un lusso di pochi” mi ripeteva… Era fiero di essere chiamato giornalista e di potersi definire tale. Mi diceva spesso che il compito di un giornalista è raccontare la verità perché è un diritto di chi legge sapere i fatti per poter elaborare una propria opinione basata sul vero e non “indirizzata” o “deviata” (…) .

Inutile dirvi il vuoto che lascia nelle persone che lo amano, in mia madre, donna incredibile con cui ha costruito una famiglia meravigliosamente complicata, allargata e colorata, in tutti i suoi figli, nei tanti amici che sono parte integrante di “questo grande gruppo vacanze”. Permettetemi, a nome di un piccolo bimbo di due anni che oggi perde un nonno che lo adorava in maniera assoluta, di dirvi, affinché arrivi a chi legge, che si è dimostrato un nonno semplicemente straordinario. A nome di tutti noi, scrivo che essere “veri” a dispetto di tutto e di tutti in questo mondo, è un grande atto di coraggio, una straordinaria forma di libertà. Questa eredità, noi, la teniamo stretta perché è parte di ciò che siamo ed è quello che cercheremo di trasmettere ai figli, agli amici che ci sono ecco saranno…

Questa battaglia, purtroppo per noi tutti lui l’ha persa, ma i suoi occhi verdi diventati grigi, i suoi gesti a tratti goffi, le sue parole complicate ma chiare, tutta la sua vita, restano e resteranno…

“Buon viaggio papà, continua, come sempre hai fatto a camminare e pensare veloce… noi continueremo a parlare di te e con te. Michele continuerà a guardarsi le due linee sul palmo della mano e dirà “nonno” e noi, ti ritroveremo li…”.

I funerali di Oliviero Beha si sono svolti stamattina alle ore 11 a Roma nella chiesa Sant’Angeli Custodi nel quartiere di Monte Sacro.

Isabella Zanini

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