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Migranti, direttore Frontex: «Scafisti danno telefono delle ong»

frontexÈ un «paradosso» che le Ong facciano così tanti soccorsi di migranti in mare, «circa un terzo», «quando non ci sono mai stati tanti così tanti mezzi pubblici dispiegati in mare da Ue e Italia: una cosa abbastanza strana». Lo ha detto il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, in audizione, in videoconferenza, alla Commissione Difesa del Senato.

 «Attraverso le testimonianze di migranti», abbiamo osservato che «in alcuni casi gli scafisti danno telefoni ai migranti con i numeri delle Ong», ha rilevato ancora Leggeri, che non ha potuto precisare di quali Ong si tratti, dicendosi pronto a fornire le informazioni all’autorità giudiziaria. «Abbiamo anche testimonianze – ha aggiunto – che uomini libici in uniforme, non la guardia costiera che addestriamo noi, ma uomini che controllano una parte del territorio libico a ovest di Tripoli, sono in contatto con le Ong. Ci sarebbe una sorta di ricatto esercitato da uomini in uniforme della Libia occidentali che avrebbero minacciato di morte donne e bambini».

«A partire dall’estate scorsa – ha spiegato il direttore di Frontex – abbiamo costatato che il numero di soccorsi in mare da parte dalle Ong stava aumentando», ora «è di circa un terzo. La quota di Frontex in questo momento è del 12%, quella di Eunavfor Med circa del 10%. Quindi le Ong sono protagoniste, attori principali del soccorso in mare ed è una cosa sorprendente, perché c’è un altissimo numero di mezzi marittimi pubblici in mare».

C’è, inoltre, un aumento del numero delle imbarcazioni di Ong in mare: «Sono 8 nel Mediterraneo centrale più un aereo», ha precisato. Leggeri ha sottolineato anche un altro dato, parlando del ruolo delle Ong nei salvataggi dei migranti: «Prima i soccorsi avvenivano a metà strada tra Sicilia e coste libiche, oggi invece avvengono a 20-25 miglia nautiche dalle coste libiche, a volte anche in acque territoriali». «L’intento delle ong – ha precisato – è salvare le vite in mare ma noi abbiamo il dovere di far luce su questi elementi».

È a partire dall’estate 2015, ha spiegato Leggeri alla Commissione Difesa del Senato, che le ong hanno messo in mare delle imbarcazioni con lo scopo di partecipare ad operazioni di soccorso in mare: «Durante tutto il periodo che va dalla fine del 2105 all’estate del 2016 le imbarcazioni delle Ong erano coordinate sempre dal Centro di soccorso in mare di Roma. Lo scenario classico era: prima una chiamata da parte dei migranti al centro a Roma e, a partire da lì, le autorità italiane coordinavano le operazioni. Le ong, come Frontex, operatori privati, navi mercantili, facevano i soccorsi. Ma dall’estate scorsa il numero di soccorsi in mare da parte dalle ong è aumentato».

«Oggi a livello dell’Ue è il Mediterraneo centrale il luogo in cui arriva la maggior parte dei migranti irregolari», il flusso in Grecia è diminuito ed «è l’Italia che si trova in prima linea. È per questo che l’agenzia Frontex desidera implementare il suo sostegno all’Italia come segno di solidarietà della Ue», ha sottolineato ancora il direttore esecutivo di Frontex, che dispiega al momento «11 imbarcazione che contribuiscono a sostenere l’Italia nel quadro della sorveglianza delle frontiere e anche nel quadro del soccorso in mare», ha elencato Leggeri, «oltre a tre aerei e due elicotteri».

Per quanto riguarda la provenienza dei migranti, ha affermato che «per la maggior parte, nell’85% dei casi, i migranti vengono dalla Libia, e i paesi di origine sono Africa Occidentale e Subsaharina. Sono diminuite le persone che vengono dal corno d’Africa. C’è un aumento anche dal Bangladesh. Il profilo è quello di un migrante economico ed irregolare».ilmessaggero

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