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La bambina rapita e portata in Siria dal padre, è partita la campagna “Io sono Houda Emma”

 

Ancora nessuna traccia della piccola Houda Emma Kharat, la bambina rapita dal padre siriano, a soli 21 mesi, e portata il 18 dicembre 2011 nel paese mediorientale devastato dalla guerra civile. La sua mamma, Alice Rossini, che vive nel comune lombardo di Vimercate, lamenta il pressocchè totale disinteresse delle nostre istituzioni per il caso di sua figlia, che è cittadina italiana: “Il ministero degli Esteri mi ha risposto che in quella zona non abbiamo margini di movimento, ma quando ho sentito che sono state liberate le due cooperanti rapite in Siria, e di questo sono felice sia chiaro, ho pensato a mia figlia. Per lei non ci sono margini di movimento?”, ha domandato Alice, recentemente intervistata da alcuni giornali.

Perciò per lei si è mobilitato il web, con l’ “evento” Facebook “Noi siamo tutti la piccola Houda Emma Kharat”: la campagna è iniziata a mezzanotte del 20 gennaio e si concluderà alle 0.05 del 21 marzo (che sarà anche il giorno successivo al quinto compleanno di Houda Emma). Questa consiste nel pubblicare la propria foto mostrando un foglio con la scritta “Io sono Houda Emma” e finora sta avendo un vasto successo. Le immagini (già centinaia) verranno poi inviate al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni perché si attivi.

Del caso di Alice Rossini e della sua bambina si sta occupando il Ciatdm (Coordinamento internazionale associazioni a tutela dei diritti dei minori), presieduto da Aurelia Passaseo. Il testo della missiva che intende inviare a Gentiloni assieme alle fotografie, recita: “Egregio Signor Ministro, mi rivolgo a Lei , non solamente in qualità di Ministro degli Affari Esteri, bensì come Padre ed alla Sua sensibilità di Uomo e Padre chiedo di fare qualcosa di concreto per la signora Alice Rossini Kharat, mamma della piccola Houda Emma Kharat, che il 18 dicembre 2011, all’età di 21 mesi, fu rapita e portata in Siria dal padre siriano per vendetta verso la ex moglie, che aveva osato separarsi da lui. La piccola Houda Emma tuttora è tenuta sequestrata dal padre e si presume si trovi insieme alla nonna paterna sul confine tra Siria e Turchia. Alla madre non è dato saperlo con sicurezza, in quanto, dal Vostro Ministero e dai Ministeri interessati e coinvolti nel caso, non arrivano notizie. Le lascio quindi immaginare come possa stare e in che modo possa vivere questa mamma, senza avere notizie certe sulla sorte della sua bambina. Sono cosciente che in Siria la situazione sia difficile, in quanto è in atto una cruenta guerra civile, aggravata anche dalla presenza dell’Isis, che sta compiendo stragi di donne e bambini, i quali vengono uccisi o diventano merce di scambio tra terroristi bramosi. Tutto ciò però non deve fermare la ricerca del padre e soprattutto della piccola Houda Emma, ricerca che dovrebbe essere effettuata con la stessa efficienza adoperata per riportare a casa Greta e Vanessa e tutte le altre persone sequestrate a cui Lei ha fatto riferimento, rispondendo alla Camera sull’informativa inerente le due volontarie. Un intervento interessante, peccato però che il Governo Italiano, per questa bambina, cittadina italiana, sino ad oggi non abbia fatto nulla.

Per Houda Emma il Governo non ha scomodato gli 007 impiegati per riportare a casa le due volontarie; non si è preoccupato di cercare più di tanto questo padre, anzi, ha risposto alla madre che era impossibile trovarlo perché la situazione in quel paese è molto critica. Queste risposte,  caro Signor Ministro, stonano. Al giorno d’oggi ci sono strumenti e tecnologie che il Governo ha a disposizione, che potrebbe usare e che non usa … . Queste rispostestonano perché, come è possibile che un programma come “Le Iene” sia riuscito a trovare il padre della bambina e il Governo italiano no? Io, personalmente, credo sia mancata da parte del Governo Italiano e delle istituzioni la volontà politica e “umana” di impegnarsi anche per la piccola Houda Emma e per questo motivo Le scrivo: per dirLe che tutti noi cittadini Italiani siamo ‘Houda Emma Kharat’ e chiediamo al Governo, tramite Lei, di riportarla tra le braccia della sua mamma. RingraziandoLa cordialmente per quanto vorrà e potrà fare, porgo distinti saluti”. Mamma Alice e la presidente del Ciadtm si sono rivolte anche al Sindaco di Vimercate, Paolo Brambilla. Aurelia Passaseo ha proposto al primo cittadino del paese di proporsi come capofila di un flash mob che coinvolga gli altri sindaci italiani per Houda Emma, chiedendo attraverso il responsabile Anci regionale di far presentare e approvare in ogni consiglio comunale una mozione sostegno di questa donna e di chiederne il rientro immediato in Italia della sua bambina. Tale mozione dovrà essere inviata dal singolo Comune che aderisce all’iniziativa al Governo ed al Ministro Gentiloni.

Alessandra Boga

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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