La nuova offensiva globale della Fratellanza Musulmana

di Vincenzo Cotroneo*

Una tenaglia che muove le sue leve in un complesso movimento di uomini e territori che parte dal Qatar ed arriva fino al cuore della City, a Londra, passando attraverso territori nei quali l’attività di influenza è attentamente studiata e “geolocalizzata”.

La Fratellanza Musulmana non frena la sua avanzata.

A tratti piu o meno evidenti, a seconda dei Paesi, sono sempre di piu i numeri dei fedeli che si orientano a questa ideologia di pensiero, devastante per l’intera comunità islamica (già di per se frastagliata e piuttosto eterogenea per credo e modalità di espressione della fede).

Nei pochi Paesi del Medioriente nei quali ancora non è stata classificata come organizzazione terroristica e quindi bandita da ogni confronto politico sociale, la Fratellanza si è rinnovata ed infiltrata come Movimento di rinascita, sviluppo, costruzione. Senza peraltro alcun motivo per il quale minimizzare la propria effettiva presenza ed attività. Basti pensare che il maggior partito turco, il cui leader è il Presidente Erdogan, l’AKP, è espressione della politica pan islamista piu dura, dell’islamismo conservatore, e nessuno nega un formale sostegno alla ideologia politica della Fratellanza.

E cosi anche in Paesi come Algeria, Giordania, Bahrein e Tunisia, dove la Fratellanza è rappresentata nei rispettivi Parlamenti, in modo piu o meno capace di determinare scelte e opportunità politiche.

La base della Fratellanza Musulmana è oggi rintracciabile nell’area dell’emirato del Qatar, che ha accolse  gli ideologi e fondatori transfughi della Fratellanza dopo la messa al bando in Egitto ad opera di Nasser.

Note di approfondimento

Il movimento dei Fratelli Musulmani è tra i piu giovani movimenti ideologici del novecento, che nasce in Egitto su spinta dell’ideologo Hasan Al-Banna.  Il fondatore del movimento, passò da una educazione giovanile sufi, ad una adolescenza ed una prima giovinezza nella quale spostò i propri orizzonti  sulle sponde del Salafismo, criticando aspramente i tentativi di secolarizzazione dell’Islam in Egitto e l’eccesiva occidentalizzazione delle strutture organizzative e industriali dell’area. Dal 1928, anno della fondazione, radunerà intorno alle proprie idee oltre mezzo milione di persone già nei primi dieci anni. Il contesto ideologico è quello del ripristino di una società musulmana dei primordi, basati sui costumi medinesi, con la totale unificazione delle nazioni arabe sotto il motto “Dio è il nostro obiettivo. Il Profeta è il nostro capo. Il Corano è la nostra legge. Il jihād è la nostra via. Morire nella via di Dio è la nostra suprema speranza”. La lotta politica armata è stata considerata chiusa dopo la accettazione del Movimento in forma di assemblea politica in determinati Paesi.  La violenza contro i non adepti predicata per il raggiungimento degli scopi del movimento è costata la messa al bando dell’Organizzazione, e l’appoggio ai jihad armati, la penetrazione sociale e la ricerca di fonti di finanziamento per il sostegno delle organizzazioni di combattimento lo hanno di fatto reso una organizzazione terroristica ostile e pericolosa a livello globale.

Il Qatar ha sostenuto i gruppi islamisti nella regione, principalmente la Fratellanza, come parte di un impulso per aumentare la propria influenza in tutta l’area del Golfo, in quello che è da lungo tempo un braccio di ferro tra le famiglie Thani e Saud per la gestione della leadership politica dei paesi mediorientali.

La pressione da parte degli altri stati dell’area sul Qatar, per abbandonare il sostegno alla Fratellanza,  è arrivata a marzo 2014, quando Bahrain, Arabia Saudita e U.A.E. hanno di fatto ritirato i loro ambasciatori costringendo i principali leader della Fratellanza a lasciare il Qatar, a scapito di una pesante crisi che avrebbe potuto avere una escalation difficilmente controllabile.

Vi è da dire che la Fratellanza è da sempre impegnata in una operazione di rilancio delle proprie credenziali e delle proprie finalità, cercando di imporre il proprio punto di vista all’interno della complessa e divisa comunità musulmana mondiale.

E lo fa con un preciso modus operandi che la differenzia dalle altre organizzazioni islamiche, che si limitano a fare attività di propaganda e proselitismo attraverso moschee e centri culturali o internet.

La Fratellanza può contare invece non solo sul passaggio della rete, ma anche su istituzioni di attività  aziendali mirate a sostenere le loro strutture e amplificare la portata della loro campagna finanziaria. Questo per estendere la loro portata all’interno delle comunità.

Il loro atteggiamento è esemplificato dallo slogan “Pensare globalmente, Agire localmente”.

Questo slogan viene utilizzato su banner e pubblicazioni  gestite dalla Fratellanza, una serie di società in Medioriente ed Europa, specialmente nel nord Europa e Gran Bretagna, interconnesse tra loro, e gestite da qatarioti,  palestinesi, siriani, libici, somali, egiziani, irakeni.

La creazione di un’infrastruttura finanziaria di così ampia portata è funzionale alla diffusione pubblica delle attività del sodalizio, e fa passare il tentativo di compromissione delle leggi locali con un disegno pari ad un tentativo educativo di una comunità musulmana priva di diritti e emarginata che viene salvata e sostenuta dallo sforzo della Fratellanza.

Questo genere di centri educativi, o di indirizzo politico è ampiamente diffuso in Gran Bretagna sotto forma di centri studi, centri culturali, luoghi di assemblea, e sta pericolosamente prendendo il sopravvento in centro Europa grazie alle perverse manipolazioni dei dettami normativi generali occidentali che impongono la libertà di culto e di professione del culto, salvo poi vedere questi stessi obblighi scardinati, all’interno della attività di istruzione islamica organizzata dalla Fratellanza.

Un punto di vista che rigetta totalmente lo schema normativo e sociale che ha permesso agli stessi fedeli la libertà della professione di culto, tutto ciò a favore di un solo modus vivendi, che si ricalca nella osservazione pedissequa del Corano e della Sharia.

Le organizzazioni e le cellule legate alla Fratellanza, ben sostenute finanziariamente da Qatar e Turchia, per vie diverse e per interessi diversi, stanno influenzando e prendendo il comando dei nuclei di rappresentanza delle comunità islamiche locali, diventandone portatori di “interessi politici” e ponendosi nettamente in contrasto agli stessi musulmani aderenti ad altre organizzazioni meglio integrate e già esistenti all’interno delle comunità occidentali.

Nel Regno Unito la dichiarazione politica è quella di riuscire ad intercettare e radunare in modo capillare e quindi decisivo il voto dei musulmani, operazione in programma da tempo, testata Londra e pronta per essere esportata successivamente in Europa.

E’ evidente, che il caso “Fratelli Musulmani” sia ancora aperto.

L’organizzazione ha indubbiamente una presenza significativa in Medio Oriente e con i mai sopiti disordini nella regione del Mena,  l’estremismo islamista rappresenta una fiammata sempre pronta a soffiare in modo pericoloso, e questo da alla Fratellanza una forte possibilità di sopravvivenza.

Con il problema che finche sarà sostenuta finanziariamente dal Qatar, che insiste a comprare interi asset strategici in Europa (tra banche, compagnie di trasporto, finanziarie, società immobiliari e partecipazioni nelle attività di ricerca industriale e anche con una presenza nelle Università, storicamente a corto di quattrini..) l’’organizzazione continuerà ad avere successo prima ancora come ideologia pura, piuttosto che in qualità di partito politico.

Anche nella Libia gia devastata dalla presenza di organizzazioni terroristiche di matrice islamica che fanno la guerra tra loro (per l’egemonia territoriale ed il controllo dei traffici di armi, droga e uomini attraverso il deserto fino alle sponde europee), che combattono contro le tribù del Fezzan, contro i governi piu o meno competenti della Cirenaica e della Tripolitania; anche con la presenza in loco di tutte le rappresentanze dei servizi segreti di tutta l’Europa Occidentale e mezza Orientale che tentano di chiudere accordi con questi governi e quelle fazioni di combattimento varie…in tutto questo la Fratellanza si è ritagliata uno spazio di movimento non indifferente.

Mohamed Attia al-Obeidi, presidente del consiglio di amministrazione della Libya Africa Investment Portfolio, controllata del Governo di Accordo Nazionale, ha rilasciato una dichiarazione in cui commenta il suo licenziamento, spiegando come dietro al suo rovesciamento ci sarebbe il  Qatar e i Fratelli Musulmani di fatto impegnati ad acquisire in Libia partecipazioni nelle attività di telecomunicazioni nelle aree del sud, cercando inoltre di imporre i propri uomini a livello militare, nelle imprese energetiche e sulle attività di investimento piu redditizie.

La dichiarazione fa il paio con le denuncia della Commissione Difesa e Sicurezza della Camera dei Rappresentati di Tobruk.

E’ stata denunciata la dannosa ingerenza del Qatar negli affari libici definendo “palese” il sostegno “illimitato” alle bande terroristiche ed estremiste, di recente responsabili dell’attacco ai giacimenti petroliferi della Mezzaluna, nonchè ai porti ed ai terminali nel Golfo della Sirte. In una dichiarazione rilasciata mercoledì, la commissione ha accusato il Qatar di essere uno dei principali paesi che sostengono il terrorismo e le milizie islamiste in Libia con l’unico scopo di saccheggiare le risorse ed indebolire le capacità del popolo libico.

 

*Analista

dilettante, ossia per diletto (F.C.)

 

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Contributi e bibliografia

  • com/naked-opinion/the-power-of-the-muslim-brotherhood-in-the-middle-east/
  • org/the-muslim-brotherhood-a-moderate-islamic-alternative-to-al-qaeda-or-a-partner-in-global-jihad/
  • org/content/researchattachments/attachment/1363/whine_vol2.pdf
  • com/graphics/2017-muslim-brotherhood/
  • it/2018/07/05/la-camera-dei-rappresentanti-denuncia-la-dannosa-ingerenza-del-qatar-in-libia/

specialelibia.it/2018/07/07/i-fratelli-musulmani-cercano-di-controllare-le-basi-dello-stato-al-obeidi-qatar-dietro-al-mio-licenziamento