Esclusivo: Boss della banca italiana Carige respinge le critiche nella faida del consiglio di amministrazione

L’amministratore delegato del mutuante italiano Banca Carige (CRGI.MI) ha respinto le accuse secondo cui teneva i colleghi amministratori all’oscuro su decisioni chiave, in una sala del consiglio che rischiava di indebolire gli sforzi della banca per tornare alla piena salute. La fila è diventata pubblica questa settimana con l’uscita del presidente Giuseppe Tesauro che, nel commento a due testate giornalistiche, ha accusato l’amministratore delegato Paolo Fiorentino di aver agito in modo troppo autonomo e di voler trasformare Carige in “società pubblica in cui solo lui ha voce in capitolo”. La banca genovese è stata a lungo oggetto di problemi di governance e ha assunto Fiorentino un anno fa per ribaltarsi. Un ex banchiere di UniCredit, ha tirato fuori un aumento di capitale rischioso a dicembre per evitare il rischio che la banca potesse essere liquidata. “Tutte le molte decisioni che sono state prese nell’ultimo anno sono passate attraverso il consiglio di amministrazione e su alcune mosse chiave ci sono più discussioni consiliari”, ha detto Fiorentino a Reuters in un’intervista telefonica. “Abbiamo anche introdotto riunioni del consiglio preparatorio in vista dell’approvazione effettiva delle misure fornite”. In precedenza, nei commenti pubblicati su La Stampa e Il Sole 24 Ore, il presidente uscente Tesauro ha dichiarato che Fiorentino aveva reso il suo lavoro quasi impossibile trattenendo le informazioni. I tentativi di Reuters di raggiungere Tesauro per un commento non hanno avuto immediatamente successo. Reuters