Arabia Saudita, il futuro dell’economia e del Pil è donna

di Souad Sbai

In Arabia Saudita è in atto un percorso particolare, che rivaluta e rivede il ruolo delle donne in ambito lavorativo. Ci sono alcuni indicatori che spiegano in maniera chiara ed efficace come e perché questo percorso sia iniziato e dove voglia condurre; come si sa il pil saudita vede due ‘filoni’ distinti, quello petrolifero che è il core business dell’economia di Riad e uno ‘non petrolifero’ che riguarda e prende in considerazione tutte quelle attività, la stragrande maggioranza delle volte private, che non hanno a che fare col petrolio. In questo ambito il ruolo delle donne è in crescita e il regno, secondo quanto hanno detto membri del governo alla Giornata Internazionale del Lavoro a Ginevra, mira ad aumentare questo impegno tentando la via maestra del connubio sempre più intenso fra lavoro e famiglia.

Ad oggi la partecipazione delle donne saudite al mercato del lavoro tocca la quota del 22% mentre il governo entro il 2030 punta ad aumentare la percentuale fino al 30%. Secondo quanto spiegano gli analisti di economia saudita questo percorso arriverà a far crescere il Pil non petrolifero di ben il 3%. La strada è quella dell’aumento delle famiglie produttive, la facilitazione delle imprese, lo sviluppo del settore della vendita al dettaglio, e la crescita del numero delle piccole e medie imprese. Quest’ultimo dato, in particolare, riflette l’idea di voler differenziare sempre più l’conomia nazionale del regno grazie ad una non esclusività del petrolifero a vantaggio di attività che ormai nel mondo sono prevalenti.

Le donne impiegate nel lavoro in Arabia Saudita, dato che finora non era emerso ma che vale la pena di citare, sono 565.000, conteggio relativo alla fine di Dicembre del 2017, rappresentando il 32% del mercato del lavoro saudita. L’impegno è quello di allungare e allargare la platea di donne lavoratrici anche nelle zone rurali e periferiche, dove fino ad ora questa spinta non ha ancora preso concretamente piede. Ultimo dato è quello delle retribuzioni, che il regno mira ad aumentare in virtù del grande sforzo che le donne profondono mediando fra vita lavorativa e familiare. L’aumento dei consumi è l’obiettivo che arriverà di conseguenza e che potrebbe spingere Riad ad una vera e propria riconsiderazione delle proprie infrastrutture sociali e politiche, oltre che economiche.