Il leader di Al-Qaeda: riconquistare Gerusalemme e anche Tel Aviv

In un audio intitolato «Anche Tel Aviv è una terra dei musulmani» il leader di Al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, interviene sul trasferimento dell’ambasciata Usa a Gerusalemme. Il leader di Al-Qaeda attacca i Paesi islamici che hanno «di fatto riconosciuto Israele quando hanno sottoscritto la Carta dell’Onu che obbliga al rispetto dell’integrità territoriale degli Stati membri», quindi anche dello Stato ebraico: «Molti hanno stabilito rapporti ufficiali o segreti con Israele e accettato Tel Aviv o Gerusalemme Ovest come sua capitale, anche se sono terre islamiche e nessuno può accettare che sia cedute agli ebrei».

Crociata americana»

Al-Qaeda si inserisce così nella scontro su Gerusalemme e cerca di mettere in difficoltà i governi arabi del Golfo. Il medico egiziano che ha assunto la guida di al-Qaeda dopo l’uccisione nel 2011 del suo fondatore Osama bin Laden, ha aggiunto che l’Autorità nazionale palestinese è fatta di «venditori della Palestina» e ha esortato appunto i suoi adepti a prendere le armi. Il presidente Usa Donald Trump «è stato chiaro ed esplicito e ha svelato il vero volto di una crociata moderna». Con lui non funziona la riconciliazione ma solo la resistenza, tramite la jihad.

 

Anche Erdogan si schiera

Se i Paesi arabi del Golfo hanno tacitamente accettato la mossa americana, su posizioni più rigide si è espresso il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan. «Gerusalemme Est è la capitale della Palestina», ha ribadito durante la sua visita a Londra, «nonostante i passi intrapresi» per riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Il leader turco ha ricordato che all’Assemblea dell’Onu 128 Paesi si sono espressi contro il trasferimento dell’ambasciata.

 

Timori di scontri

Decine di migliaia di israeliani hanno marciato ieri a Gerusalemme, in un clima di orgoglio nazionale, alla vigilia dell’apertura dell’ambasciata americana in programma per oggi, in coincidenza con il 70esimo anniversario della fondazione dello Stato di Israele. Lastampa Domani i palestinesi commemorano la Nakba, cioè la «catastrofe» che per loro ha rappresentato la proclamazione di Israele. Sono attese proteste palestinesi.