Yemen: raid aerei sauditi colpiscono gli uffici usati dai ribelli Houthi e palazzo presidenziale

Un raid aereo della coalizione antiterrorismo guidata dall’Arabia Saudita ha colpito per la prima volta questa mattina il complesso del palazzo presidenziale a Sanaa. L’obiettivo erano gli uffici dai ribelli Houthi e probabilmente uno o più leader del movimento sciita che ha preso il potere nella capitale, e in tutto lo Yemen settentrionale, nel febbraio del 2015, dopo aver cacciato il presidente Abd Rabbu Mansour Hadi. Da tre anni la coalizione sunnita cerca di sconfiggere i ribelli, appoggiati dall’Iran.

Il raid è stato seguito da due potenti esplosioni hanno scosso gli edifici di questi uffici situati accanto grande albergo e di numerosi negozi; non lontano dalla sede della Banca Centrale. Ci sarebbero anche vittime civili. Il bombardamento segna un salto di qualità e un cambiamento di strategia della coalizione a guida saudita, che ora punta a decapitare la leadership degli Houthi. Due settimane fa era stato ucciso il numero due del movimento e il 28 aprile altri due dirigenti in un raid condotto sul ministero dell’Interno a Sanaa.

Le forze della coalizione, composte per la maggior parte da militari sauditi, emiratini, sudanesi e in misura minore da egiziani e pachistani, sono adesso appoggiati da forze speciali americane, i “berretti verdi”, francesi, britanniche e dai servizi occidentali. L’obiettivo è fiaccare la leadership Houthi con esecuzioni mirate, in modo da costringerla ad arrendersi o a trattare, dopo che tre anni di guerra e bombardamenti a tappeto, che hanno fatto migliaia di vittime civili, non sono riusciti a piegarla.

(Fonte La Stampa)