Phi Phi Island chiude alcuni suoi tesori. Salva (per ora) la bianchissima spiaggia di The beach

Vedere la spiaggia di Maya Bay deserta, come in questa foto, è un vero privilegio. Da quando questo piccolo paradiso delle Phi Phi Islands è stato scelto come set del film The beach con un giovanissimo Leonardo DiCaprio, la sua bianchissima spiaggia è presa d’assalto da migliaia di turisti.

Una invasione per niente pacifica, che ha portato la Thailandia a studiare delle forme di tutela decisamente drastiche. Sono giorni che si rincorre la notizia della chiusura ai turisti dell’isola di Koh Phi Phi, dove si trova la celebre Maya Bay. Ma a smentire, almeno in parte, la stretta è lo stesso ente del turismo, precisando che in effetti è in corso la chiusura stagionale annuale di alcuni parchi nazionali, ma non di Maya Bay. Almeno non per ora.

 

 

La chiusura temporanea di alcune isole dell’arcipelago thailandese è pianificata ogni anno per permettere il naturale recupero di flora, fauna e barriera corallina, sempre più stressati dal turismo di massa. Diversi parchi nazionali chiudono a seconda del passaggio dei monsoni. E anche se per ora Maya Bay rimarrà aperta ai visitatori, molto probabilmente a cambiare saranno le modalità di accesso alla spiaggia.

 

 

Secondo quanto riportato da Phuket News, probabilmente da giugno a settembre sarà proibito alle imbarcazioni di raggiungere direttamente la spiaggia dal mare, accontentandosi di attraccare nella adiacente baia di Loh Samah, che dista 250 metri a piedi.

 

Ma l’autorità del turismo thailandese non ha ancora ufficializzato una decisione definitiva, spiegando che le possibilità sono molte e che in ogni caso faranno di tutto per salvaguardare questo paesaggio e l’integrità della barriera corallina, senza compromettere il turismo.

 

 

La chiusura annuale comprende molte isole e spiagge turistiche dei parchi nazionali Mu Ko Surin e Mu Ko Similan oltre ai siti di immersione Ko Hin Daeng, Hin Muang, Ko Ha, Ko Rok e Hat Chao Mai e alle isole di Lipe, Adang e Rawi. Piccoli pezzi di terra su cui sbarcano, in un anno, oltre un milione di persone. Lastampa