Trento, l’imam in foto con due jihadisti Isis

L’imam: “L’Isis è una creazione di Russia, Iran e USA”. Poi spunta nelle foto in compagnia di due jihadisti dello Stato islamico.

Ci sono opinioni sui conflitti in corso in Medio Oriente che per quanto colorite, fantasiose, lontane dalla realtà dei fatti, esprimono comunque punti di vista di chi si sente di essere in qualche modo emotivamente coinvolto nel fenomeno. Punti di vista che sfociano in quelle che vengono spesso denominate come “teorie del complotto” e che portano chi è di parte a non vedere le situazioni con obiettività. E’ interessante il caso segnalato di un post pubblicato su Facebook da Aboulkheir Briegheche, imam di origini siriane, co-fondatore dell’UCOII, ex presidente dell’Alleanza Islamica Italiana (inserita nella lista nera delle organizzazioni terroristiche dagli Emirati Arabi e dall’Egitto), portavoce dell’Associazione Imam e Guide Religiose e a capo della comunità islamica trentina. L’imam aveva anche partecipato a un convegno organizzato all’Università “La Sapienza” di Roma dal titolo “Terrorismo e Violenza, origine e strategie di prevenzione”. Nel post Breigheche scrive: “E’ ora che tutti sappiamo con certezza che quelli che vengono uccisi in Siria sono la gente comune con le armi più micidiali che l’umanità abbia mai conosciuto, quelli di Usa, Russia e Iran che occupano la Siria e che hanno creato Isis per giustificare i massacri e che difendono i carnefici al potere da più di 40 anni massacrano il popolo rendendo il paese macerie. Questa purtroppo la pura verità. Davanti agli occhi di tutti.

Quanto durerà questa situazione? Non credo molto. Perché l’oppressione non può sopravvivere a lungo. E’ la legge della natura. Peccato che la”droga” del potere accieca. E i ciechi non percorreranno tratti lunghi di strada”. Non è la prima volta che Breigheche si espone su Facebook con post del genere, come nell’ottobre 2016 quando scriveva: “Putin e il suo regime danno una mano al regime criminale in Siria e bombardano i civili e la resistenza…insomma, tutti contro il popolo siriano, chi militarmente chi con il suo silenzio consenziente”. Ciò che desta perplessità è il fatto che un profilo come quello di Breigheche, membro di più direttivi e con contatti istituzionali, possa davvero credere e sostenere il fatto che l’Isis sarebbe “tutta una creazione di Russia, Iran e Stati Uniti” per “giustificare i massacri e difendere i carnefici al potere da 40 anni”, arrivando al punto da definirla “pura verità”. Un’affermazione che va contro qualsiasi logica comprovata legata ai meccanismi di politica estera dell’area e che suona più come cieca propaganda. Come potrebbero infatti Iran e Russia aver creato l’Isis? In base a quali elementi può essere dimostrato? Lo scontro tra area atlantista e asse sciita pro-Mosca in Siria è da tempo evidente, così come lo è l’ingente sostegno fornito dai paesi wahhabiti, dal Qatar e dalla Turchia nei confronti dei jihadisti sunniti in Siria. Nessuna critica da parte di Breigheche nei confronti del Qatar, dei sauditi e della Turchia? Chissà cosa ne pensa l’imam trentino del sostegno fornito da Erdogan ai jihadisti siriani, Jabhat al-Nusra inclusa. Nessun riferimento al massacro dei curdi messo in atto dalla Turchia. Breigheche del resto è da tempo attivo nella retorica anti-Assad (è anche vicepresidente dell’associazione “Insieme per la Siria libera”) e può anche aver ragione quando sostiene di non apprezzare che la Siria sia presa d’assalto da truppe straniere; ciò dovrebbe però valere anche nei confronti dei turchi, dei qatarioti e dei jihadisti stranieri che lottano contro Assad.

Chissà cosa avrà pensato Breigheche di quei due ragazzi balcanici ritratti con lui in una foto di gruppo presso un centro islamico del Trentino, nel momento in cui è emerso che i due erano andati in Siria per unirsi all’Isis nella lotta anti-Assad. Trattasi infatti di Ismar Mesinovic e Munifer Karamaleski (il primo perdeva la vita nel gennaio 2014), entrambi reclutati dalla rete di Bilal Bosnic, il predicatore bosniaco più volte presente in diversi centri islamici in suolo italiano. I due balcanici potrebbero anch’essi essere considerati “ingerenza esterna” in relazione alla questione siriana così come potrebbe essere considerato tale Saged Fayek Shebl Ahmed, giovane egiziano partito da Como per arruolarsi in una katiba qaedista anti-Assad. Breigheche, al di là delle teorie complottistiche, dovrebbe essere pronto a condannare anche l’operato di Turchia, del Qatar, delle formazioni jihadiste straniere formate da ceceni, balcanici, marocchini, tunisini ecc. Il giornale. Sempre di ingerenze si tratta, a meno che non facciano parte della cosiddetta “resistenza”.