Salvini: “Il colore non c’entra ma il pericolo islamizzazione esiste”

Matteo Salvini non si fa tirare per la giacca dalla sinistra. E a chi attacca Attilio Fontana, candidato per il centrodestra alla Regione Lombardia, risponde con nettezza: “Il colore della pelle non c’entra niente. Ma il pericolo è molto reale”. Perché, se dovesse prendere il sopravvento l’islamizzazione, “rischiano di sparire secolo di storia”. Proprio per questo il leader della Lega, in caso di vittoria alle prossime elezioni politiche, intende normare “la presenza islamica nel Paese”.

A far rumore sono state le dichiarazioni di Fontana a Radio Padania. “Non possiamo accettare tutti gli immigrati che arrivano – ha detto il candidato leghista – dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o devono essere cancellate”. L’espressione “razza bianca” (guarda il video) ha immediatamente sollevato un polverone scatenando l’ira della sinistra e obbligando il candidato al Pirellone a rettificare quanto detto. Salvini, però, non si tira indietro dal mettere in guardia dai rischi che l’eccessiva immigrazione può portare con sé. Secondo il segretario del Carroccio è, infatti, “in corso un’invasione”. “Il colore della pelle non c’entra niente ma c’è un pericolo molto reale”, ha messo in chiaro ricordando che nel mese di gennaio sono ripresi gli sbarchi sulle coste italiane. Da inizio anno sono già arrivati 841 clandestini. È il 15% in più rispetto al 2017. “E negli alberghi – ha precisato – ne stiamo mantenendo 183.681”.

“Non vedo l’ora che mi diate la possibilità di fermare questa invasione, organizzata e finanziata per cancellare la nostra cultura”. A preoccupare Salvini è soprattutto il rischio islamizzazione. “Secoli di storia – ha spiegato – rischiano di sparire se prende il sopravvento l’islamizzazione finora sottovalutata”. Per questo, in caso di vittoria il 4 marzo prossimo, promette di portare al governo una normativa che segnali qualsiasi “presenza islamica” nel nostri Paese. Il giornale. “Esattamente come in tempi non sospetti ha sostenuto Oriana Fallaci – ha concluso il leader lumbard – siamo sotto attacco, sono a rischio la nostra cultura, società, tradizioni, modo di vivere”.